L'Imposta Comunale sugli Immobili (I.C.I.) è un'imposta indiretta locale che grava sui fabbricati e sui terreni agricoli ed edificabili.
Istituita con il decreto legislativo30 dicembre 1992, n. 504.
L'ICI e l'Irap furono introdotte dal governo Prodi che portò l'aziende ad assumere meno lavoratori a tempo indeterminato e quindi portò all'aumento del precariato.
L'ICI si è rapidamente evoluta divenendo una delle entrate più importanti nel bilancio dei comuni italiani.
La nostra proposta è quella di abolire l’Ici sulla prima casa.
Sappiamo che la tassa dell’ICI oggi serve al comune per servizi essenziali per i cittadini come la manutenzione stradale, l'assistenza agli anziani, lo smaltimento dei rifiuti, la pubblica illuminazione, la gestione del verde pubblico, gli asili nido ecc. Ma prima dell’introduzione di questa tassa come faceva il comune?
L’ICI sulla prima casa incide oggi sul 23% dell’incasso (2,5 miliardi di € ). Con la revisione prevista l’abolizione dell’ICI sulla prima casa (già ora possibile) non ha alcuna seria controindicazione. Infatti, i Comuni anche senza l’ICI sulla prima casa incasserebbero comunque oltre 20 miliardi di € in più.
La prima casa non è la voce principale tanto che la media nazionale del gettito proveniente dall’imposta comunale applicata alla prima casa è del 25,7% del totale delle entrate dei comuni.
Infatti, la gran parte delle imposte comunali proviene dai versamenti dovuti per immobili commerciali, industriali, aree edificabili, terreni agricoli, aree demaniali, seconde, terze case etc.
Oltre il 74% delle imposte comunali su gli immobili non riguarda le prime case.
La casa è un diritto sacro del singolo individuo, e per questo motivo non deve assolutamente essere tassata.
Questa tassa è ingiusta perché va a colpire i risparmi di una vita.
Offrire una valida alternativa alla tassa dell’ICI è possibile.
Le perdite di gettito dell’imposta ICI va sostituita in questo modo:
- Tassa sull’immobile (I.C.I.), il possesso si pagherebbe a partire dal secondo immobile.
- Aumento di un punto sulle tasse (IRPEF). Ogni fine anno nel modello di reddito saranno inclusi, aumenti, stimando e valutando la classe di reddito. Si parte da 1 punto chi ha un reddito di €.40.000,00 annuo che equivale al 1% fino ad arrivare a 100 punti. Quindi lo scaglione di reddito più alto, pagherà in maniera esponenziale. L’introito verrà in parte rigirato ai comuni per colmare l’assenza dell’ICI.
- Lotta all’evasione fiscale. Dare la possibilità al singolo cittadino di potersi scaricare qualsiasi acquisto tramite ricevute fiscali fatture ecc effettuato durante l’anno solare. La detrazione avverrà a fine anno a partire dalla dichiarazione IRPEF o nelle imposte indirette (multe, bollo, luce, gas ed altro). Cosi facendo, si incentiveranno coloro che evadevano il fisco a dichiarare tutto.
- Vendita delle abitazioni ad uso popolare, proporre la vendita a coloro che hanno reddito e ci abitano abitualmente con residenza da almeno due anni. Questi ultimi verranno agevolati all’acquisto con mutui. Per coloro che non hanno reddito fisso pagheranno un affitto (come accade oggi) che mano a mano andrà a decurtarsi nel riscatto finale.
L’esenzione dall’imposta distribuirebbe quindi un beneficio in modo molto perequato fra i cittadini.
Quindi, cambiare si può e in direzione dell’equità sociale, reperendo le risorse e lottando contro all’evasione fiscale che è il più grande scandalo.
