La situazione attuale in Italia
È passato quasi mezzo secolo da quando fu approvata “La Legge 20 febbraio 1958, n° 75“ che recita:
Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui.
I motivi che portarono l’approvazione di tale legge ovviamente vanno ricercati nella situazione socio politica di allora. La Senatrice Merlin sin dal 1948 tentava di potare avanti questa sua personale battaglia, ed è curioso come all’inizio tale iniziativa veniva, nei migliori dei casi, trattata con ilarità da tutto il parlamento.
Ma tant’è che, dall’entrata in vigore, è sopravvissuta a governi, legislature e a cambiamenti dei costumi sino ad oggi.
I risultati di questa legge che in maniera anomala non proibisce la prostituzione ma “abolisce la regolamentazione” sono sotto gli occhi di tutti noi.
È inutile elencarli poiché notizie legate alla prostituzione ed ai reati ad essa connessi fanno tristemente e immancabilmente capolino su quotidiani e telegiornali.
Ma la prostituzione è una realtà variegata ed è bene mettere un po’ d’ordine:
le prostitute in Italia sono circa 50-70 mila di cui 25.000 immigrate e 2.000 (!!!) minorenni. Oltre 2.000 il numero delle donne ridotte in schiavitù (!!!) e poi costrette a prostituirsi. Il 65% delle prostitute, pari a circa 30.000 donne, lavora in strada, il 29,1% in albergo. Le altre ricevono i clienti “in privato”.
Il 94,2% delle prostitute sono donne, il 5% sono transessuali, lo 0,8% sono travestiti. Il 59% delle prostitute straniere arriva dalla Nigeria, il 14,1% dall'Albania, il 10% dalla ex Jugoslavia, l'8,1% dal Sud America il 3,6% dal Nord Africa. Allarmanti i dati che riguardano l'uso del profilattico: a fronte di un 12% di prostitute sieropositive, sono l'80% i clienti che chiedono espressamente di avere rapporti senza preservativo e quasi il 45% di essi vengono accontentati (!!!).
Come si vede le ripercussioni di tale “non regolamentazione” sulla società sono numerose: ordine pubblico, diritti umani, sanità, riciclaggio e non per ultimo la dignità.
Infatti per lo stato Italiano coloro che esercitano la prostituzione non esistono, ovvero sono in un limbo nel quale né il diritto è esercitato né il dovere è richiesto.
Lavorano ma non sono tutelati, guadagnano ma non rientrano in un sistema fiscale.
Proprio il movimento di denaro legato a questo “fenomeno” sfugge completamente ad ogni controllo. Oltre ad una “virtuale” evasione fiscale gran parte dei soldi intascati da coloro che gestiscono in maniera malavitosa la prostituzione finiscono in droga, riciclaggio, attività criminali, armi, tratta di esser umani.
Il giro d’affari presunto è stimato attorno ai 19-25mila milioni di euro (!!!)…più o meno una finanziaria dei nostri governi.
Pensiamo un attimo a come si trasformerebbe a grande linee la situazione all’abrogazione della legge Merlin e alll’approvazione della proposta di legge di Italia Nuova.
Ordine pubblico: la prostituzione è consentita unicamente presso il domicilio del cliente, il domicilio dell’esercente, strutture alberghiere in regola con tutta la normativa riguardante l’ospitalità alberghiera e autorizzate a concedere stanze per alloggio ad esercenti la prostituzione.
Sanitario: L’autorizzazione al meretricio deve essere rilasciata dall’azienda sanitaria locale al pari di attività che prevedano determinati requisiti sanitari.
Pertanto è indispensabile l’accertamento che la persona non sia portatrice di malattie trasmissibili per via sessuale, e sia di sana e robusta costituzione, in base ad un protocollo medico sanitario promulgato con decreto dal ministro della sanità, ed aggiornato entro il 21 aprile d’ogni anno.
Economico: I proventi della prostituzione entrano a far parte del reddito imponibile della persona, e sono soggetti ad imposta sul valore aggiunto, nella misura prevista per le professioni liberali.
Le entrate fiscali, prendendo in considerazione il giro d’affari presunto (per difetto) si aggirerebbero attorno ai 8-9.000 milioni di euro, e saranno interamente destinati alla ricerca medica ed alla sanità.
Poche regole ma chiare che servono a far diventare a tutti gli effetti parte integrata e integrante della società tutti coloro che oggi NON ESISTONO per lo stato italiano. Top
La regolamentazione della prostituzione all'Estero
Gran Bretagna: La prostituzione non è proibita, ma lo sono alcune attività ad essa connessa, come l'adescamento in luogo pubblico. Le case di appuntamento sono illegali. Sono punibili le prostitute, ma non i loro clienti. Commette reato chi abborda una prostituta per strada.
Olanda: Basta avere 18 anni e l'autorizzazione a risiedere in territorio olandese per fare la prostituta, che qui è considerata una professione come le altre. Le donne lavorano in appartamenti o in case d'appuntamento. Sono presenti distretti a luci rosse.
Germania: Consentito sia l'esercizio della prostituzione che la presenza di case chiuse. Non solo, le donne coinvolte nel fenomeno pagano le tasse e hanno recentemente chiesto una nuova legge che garantisca più diritti e tutela sociale.
Francia: Abolite le case chiuse, ma negli ultimi tempi la maggioranza dei francesi si è schierata a favore della loro riapertura. Sulla carta il fenomeno è vietato, nei fatti, la pratica è largamente diffusa.
Svizzera: Il 10/10/2000 il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio con il quale si sottopone al Gran Consiglio il disegno di legge sull'esercizio della prostituzione come pure la modifica della Legge sugli esercizi pubblici. L'art. 199 del Codice penale Svizzero (esercizio illecito della prostituzione) costituisce la base legale della nuova legge e consente ai cantoni di delegare le loro competenze ai comuni per tener conto in misura accresciuta delle situazioni locali.
Spagna: è legale prostituirsi ed andare con prostitute, è legale anche organizzare il lavoro delle prostitute in Eros Center comunemente detti "Club". La prostituzione per strada è quasi assente. Esistono case chiuse e centri del sesso. È reato solo lo sfruttamento. Top
Quesito Referendario
«Siete voi favorevole all’abrogazione della Legge del 20 Febbraio 1958, n°75, detta “Legge Merlin”, che abolisce le case di prostituzione, e la regolamentazione professionale della prostituzione?» Top
Proposta di legge d’iniziativa popolare per regolare l’esercizio della prostituzione
Art.1) Chiunque può esercitare la prostituzione nel territorio italiano, cioè la cessione di prestazioni sessuali a pagamento, qualora abbia compiuto il ventunesimo anno d’età, abbia la cittadinanza dell’Unione europea, o risieda regolarmente in essa, sia iscritto al servizio sanitario nazionale italiano e sia in possesso di autorizzazione al meretricio rilasciata dall’azienda sanitaria locale competente per territorio.
Art.2) L’autorizzazione al meretricio deve essere rilasciata dall’azienda sanitaria locale previa accertamento che la persona non sia portatrice di malattie trasmissibili per via sessuale, e sia di sana e robusta costituzione, in base ad un protocollo medico sanitario promulgato con decreto dal ministro della sanità, ed aggiornato entro il 21 aprile d’ogni anno. L’autorizzazione al meretricio è soggetta a rinnovo trimestrale, previa gli accertamenti sullo stato di salute della persona previsti dal suddetto protocollo.
Art.3) La prostituzione può essere esercitata recandosi presso il domicilio del cliente, o presso il domicilio dell’esercente, ovvero presso strutture alberghiere, in regola con tutta la normativa riguardante l’ospitalità alberghiera, autorizzate a concedere stanze per alloggio ad esercenti la prostituzione. Detta autorizzazione è rilasciata dall’azienda sanitaria locale, previa l’accertamento della normativa sanitaria prevista ad hoc dal protocollo medico sanitario suddetto.
Art.4) I proventi della prostituzione entrano a far parte del reddito imponibile della persona, e sono soggetti ad imposta sul valore aggiunto, nella misura prevista per le professioni liberali. Gli introiti fiscali derivanti costituiranno un fondo destinato alla ricerca medica, nel bilancio del Ministero della Sanità. Top
